Conoscenze
di base
Considerazioni
generali
Emissione
di Lunedì 18 Gennaio
Premessa
Come
da previsione (Emissione di Mercoledì
9 dicembre) sino ad oggi l’Inverno 2009-2010
è stato caratterizzato dalla fase negativa dell’Artic
Oscillation. Tra l'11 Dicembre e l'11 Gennaio tale fase è
risultata così intensa da divenire fattore dominante
delle dinamiche meteo-climatiche in ambito europeo e non solo.
Ne è derivato che le mappe di correlazione tra temperature,
piogge e tale indice (AO-TempPrec)
si sono tramutate in mappe di anomalia pluviometrica (sbalorditivo
l'esempio alluvionale toscano) e termica. Si
sono dunque registrate temperature sotto media su tutta l’Europa
centro-settentrionale (tra il 19 ed il 21 dicembre in molte
stazioni del Nord Italia si sono toccate le temperature più
basse degli ultimi 20 anni), precipitazioni sopra la norma
in area mediterranea, e ripetuti eventi nevosi anche in pianura
su Nord Italia (es: Italia
20 dicembre) e su gran parte del continente (es:
Gran
Bretagna 7 gennaio). Un inverno quindi che su
scala europea, giorno dopo giorno, si sta guadagnando il diritto
di entrare nel novero dei più severi degli ultimi decenni.
Situazione
e previsione
Da
pochi giorni, in anticipo rispetto a quanto previsto, si sono
esauriti gli effetti del primo evento stratosferico, ma già
se ne è attivato un secondo (ZPress):

Fasi
evolutive:
1)
9-14 gennaio: Impulso dalla troposfera (strato
dell’atmosfera al di sotto dei 12km di altezza) verso
la stratosfera (freccia nero-verde).
2) 15-19 gennaio: Mentre in troposfera si
manifesta una breve e debole fase
positiva/neutra dell’Artic Oscillation
(+, per altro
ben mitigata dall’influsso freddo di un forte anticiclone
russo-scandinavo), nell’alta stratosfera ha inizio un
intenso aumento di temperatura (ZTemp
e ZTemp
Aggiornata) e pressione (ovale
nero)
3) Dal 20 gennaio: L’aumento di pressione
si propaga dalle quote più alte a quelle più
basse della stratosfera sino a giungere in troposfera con
conseguente indebolimento del Vortice Polare
e prevalenza della fase negativa Artic Oscillation (AO-)
sino a fine Marzo.
Ciò,
come già avvenuto nella prima parte di questo inverno,
favorirà la formazione di anticicloni di blocco in
sede nord atlantica e/o russo-scandinava associati a discese
di aria fredda rispettivamente di origine polare marittima
(da Nord) o continentale (da Est, Nord-Est).
Il periodo citato, nel complesso, dovrebbe quindi presentare
temperature al di sotto della media e precipitazioni al di
sopra della norma. Le due anomalie, se concomitanti, potranno
favorire il ripetersi di nevicate sino a bassa quota. Se
l’intensità della fase negativa dell’AO
dovesse nuovamente risultare eccezionale, le anomalie sopra
citate potranno risultare geograficamente in accordo con la
seguente mappa di correlazione:

Nota:
la previsione, in una sua prima e sintetica forma, fu inserita
su uno dei principali forum nazionali di meteorologia già
il giorno 13 gennaio al seguente link: forum
meteonetwork
(Ing.
Andrea Bertolini)
Fonte
dati
Artic
Oscillation: www.cpc.noaa.gov
Sviluppo temporale anomalia barica in area polare, analisi
ed archivio:
www.cpc.noaa.gov
Archivio
previsioni stagionali
Emissione
di Mercoledì 9 Dicembre
Conoscenze
di base
Stratosfera:
strato dell’atmosfera tra 12 e 50 km di altezza
Vortice Polare (VP):
immenso vortice posizionato in area polare che durante i
mesi invernali determina il prevalere del moto dei venti
da Ovest verso Est (un VP forte favorisce un inverno mite).
Artic Oscillation (AO):
indice di pressione, positivo se il
VP è forte, negativo se il VP è debole. AO
negativo determina condizioni di tempo più freddo
e perturbato (AO-TempPrec).
AO positivo, al contrario, favorisce il manifestarsi di
fasi miti e con minor precipitazioni
QBO:
oscillazione quasi biennale (periodo di 26-29 mesi) della
direzione del vento nella stratosfera equatoriale (o da
Ovest o da Est)
Considerazioni
generali
L’inverno
2009-2010 si colloca all’interno di un forte minimo
dell’attività solare (basso numero
di macchie solari) e in concomitanza con un
intenso picco negativo di attività geomagnetica (aa-index).
Entrambe le circostanze, specialmente negli ultimi 60 anni,
risultano associate a condizioni invernali più fredde
e perturbate della norma, determinate dalla contemporanea
presenza di basse pressioni mediterranee e di alte pressioni
nordatlantiche e/o russo-scandinave. A livello statistico,
considerando dati di osservazioni e ricostruzioni a partire
dal 1750, emerge che la suddetta configurazione barica risulta
riproporsi con tre ciclicità predominati, aventi
periodo di 7.8 anni, 13.9 anni e 22.5 anni. Tali periodicità
si possono riscontrare rispettivamente nell’attività
geomagnetica, nella Artic Oscillation e nel ciclo magnetico
dell’attività solare (due cicli undecennali
di macchie solari con polarità alternata, detto di
Hale). L’inverno che sta per cominciare risulta caratterizzato
dalla convergenza di tutti e tre i cicli verso lo scenario
precedentemente esposto. A quanto sopra si vanno a sommare
anomalie termiche della superficie oceaniche che i vari
modelli di previsione stagionale interpretano in modo concorde
(evento assai raro) come precursori di un inverno caratterizzato
da alte pressioni in sede polare e basse pressioni alle
medie latitudini.
Situazione
e previsione
Nel
contesto appena esposto, per di più in presenza di
QBO su valori negativi (favorevole ad importanti anomalie
stratosferiche), va ad inserirsi un moderato ma rapido riscaldamento
della stratosfera in area polare (ZTemp)
con aumento di pressione a tutte le quote:

Ciò determinerà entro
pochi giorni la frattura del vortice polare in due lobi posizionati
rispettivamente su Canada settentrionale e Siberia (bilobazione)
con decisa fase di AO negativa (AO-TempPrec).
Le gelide propaggini del vortice siberiano tenderanno ad interessare
sempre più direttamente l’Europa portando un
netto calo delle temperature ed occasioni per precipitazioni.
Superata questa prima fase il vortice polare, pur ricompattandosi,
risulterà e resterà debole.
L’origine, la dinamica e le conseguenze dell’evento
stratosferico, uniti alle favorevoli condizioni esposte nel
precedente paragrafo, determinerà il prevalere (con
inevitabili ma brevi pause) della fase negativa dell’AO
sino a fine Gennaio, con possibili strascichi anche nel mese
di Febbraio. Ne deriva che per tutta la fase centrale dell’inverno
sarà favorita le formazione di anticicloni di blocco
in sede russo-scandinava e/o nord atlantica con conseguenti
discese di aria fredda rispettivamente di origine continentale
(da Est, Nord-Est ) o polare marittima (da Nord). Il periodo
citato, nel complesso, dovrebbe quindi presentare temperature
al di sotto della media e precipitazioni al di sopra della
norma. Le due anomalie, se concomitanti, potranno favorire
il ripetersi di nevicate sino a bassa quota.
(Ing.
Andrea Bertolini)
Fonte
dati
Numero macchie solari: www.sidc.oma.be
Attività geomagnetica: www.ngdc.noaa.gov
Artic
Oscillation: www.cpc.noaa.gov
Sviluppo temporale anomalia barica in area polare, analisi
ed archivio:
www.cpc.noaa.gov
Archivio
previsioni stagionali